|
Centro Storico.
Sotto il
profilo urbanistico, il Centro Storico, ha mantenuto quasi
inalterato il tessuto viario che la città assunse a seguito della
ricostruzione della fine del sec. XIV.
I vari edifici
(chiese, conventi, palazzi, ecc…) racchiusi dalla cerchia muraria
medievale (ancora conservata e visibile qua e là) risultano rifatti
o rimaneggiati più volte nel corso dei secoli.
Predominano viuzze
sinuose, fiancheggiate da case coi portali ad arco, con accanto le
vecchie botteghe artigiane, o quello che ne rimane a ricordo.
Attorno alla
Rocca, dove più ampi spazi favoriscono gli incontri degli attivi
abitanti del luogo, la vita si svolge più intensa, specie nella
grande piazza oggi dedicata al Garibaldi, dove peraltro sorgeva la casa del famoso
Pellegrino, e dove, probabilmente, anche lui, nell’età della
fanciullezza, si gustava la Sagra della Segavecchia che da tempo
immemore si dice essere di Forlimpopoli.
Cinque erano i borghi
tra i quali si svolgeva la vita paesana, ma di essi solo tre sono
oggi ancora tangibili i fasti di un tempo:
via Costa, che forse è l'unica ad avere subito una radicale
trasformazione. Infatti esse si trovava solo tra l'incrocio attuale
della via Massi con direzione nord. Il tratto che collega il detto
incrocio alla piazza fu realizzato solo in seguito dopo diverse
vicissitudini. Prendeva il nome S. Pietro, poi via del Progresso e
poi ancora Corso Vittorio Emanuele II;
in
via Oberdan detta "E Borg D'Ciora" o dei notabili dove risiedevano
famiglie di pregio. Titolo che passò poi alla via Saffi "E Borg
Maestar). In origine era il tratto interno della via Emilia, che
tramite la porta di S. Savino conduce a Forum Livii.
Strada Massi detta "E Borg D'Ciota" o "E Borg Lord" dove abitava la
popolazione meno abbiente del paese, ma anche se in realtà era il
borgo dei commercianti e degli artigiani.
Il
borgo maestro era già considerato il fulcro grazie al suo lungo
loggiato e all'ubicazione delle tre principali banche, e il caffè
Garibaldi che ospitava il circolo della Ghenga.
 |