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Chiesa dei Servi.
Rifatta in tre diversi momenti, la chiesa, ed il suo comprensorio,
assunse di volta in volta forme nuove e proporzioni maggiori. In
origine (fine sec. XIV) era orientata, molto probabilmente a nord,
con l’ingresso, di cui resta il bel portale gotico in cotto, a sud.
In seguito (si pensa attorno al 1461) fu ampliata ed orientata a
est, e, suddivisa in tre navate: prese la forma basilicale, finchè
fu nuovamente trasformata nel 1708, anno in cui sulle strutture
precedenti fu eretto l’attuale corpo a pianta centrale
caratteristico torrione, che domina sulle case del centro.
L’edifico
appartenne, all’inizio, alla Confraternita della Morte e poi ai
Padri Serviti, ed infine nel 1797 fu ceduto al Comune. All’interno
il Tempio è ornato di ricchi altari lignei, eleganti arredi ed
antichi dipinti di pregio. Si ricordano una pala dell’Annunciazione
(1533) del Palmezzano ed una predella con quattro riquadri
raffiguranti l’Annunziata, la Nascita, la Fuga in Egitto e l’Angelo
annunziante, sempre dello stesso maestro. Sopra la porta centrale è
l’organo, splendidamente conservato, che racchiude una grande
particolarità: chiudendo le due ante frontali dipinte, appare la
scena dell’Annunciazione (1576 L. Modigliani).
Lo stile
Barocco che caratterizza la Chiesa non accede mai in ricercatezze
pesanti ed ampollose, ma la contrario, tutto all’interno si sviluppa
con un armonico ed equilibrato gioco di strutture e decorazioni, che
rendono l’insieme piacevole e suggestivo.
Oggi tutto il
complesso è stato perfettamente ristrutturato: la Chiesa aperta alle
visite solo mediante prenotazione presso l’ufficio culturale del
Comune è spesso utilizzate per mostre, e concerti, dove si gode di
una acustica impareggiabile. Il resto del complesso, anch’esso
ristrutturato, vede nell’edificio dalla caratteristica parete a
“diamante” l’ubicazione di Casa Artusi, ristorante dedicato al noto
Pellegrino e centro culturale, nonché sede della biblioteca civica.
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