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Chiesa
Parrocchiale di S. Pietro.
Distrutta nel
1361, fu poi riedificata nel medesimo luogo ovvero sulla metà della
via A. Costa (già S.Pietro, Via del Progresso e C.so Vittorio
Emanuele).
L’aspetto attuale è
dovuto in parte ad un radicale restauro degli anni 1822-37 ed in
parte a lavori del 1962, i quali hanno messo in luce notevoli avanzi
delle sue antiche strutture romaniche, come i frammenti di pilastri
cruciformi in cotto, conservati fino all’altezza dei capitelli,
tuttora visibili all’interno.
Attualmente essa è divisa in tre navate sorrette da colonne
quadrilobi provviste di cantucci. I pilastri sono in cotto con
capitelli preceduti da un grosso toro; essi presentano la foggia
cubico-sfrica di ascendenza lombarda o romanica che dir si voglia.
All'interno resta traccia di un affresco presumibilmente
quattrocentesco in cui è visibile una graziosa testa di madonna.
Sono scomparse le absidi, ma è stata trovata la traccia di due di
esse.
Spicca il suo
campanile i stile romanico distaccato dalla struttura principale e
raggiungibile mediante un collegamento interno, che gode di un
cortiletto privato, ma che così è fatto per volere dell'architetto
che nel secolo XIX lo ridisegnò.
Sul fronte sono poste delle lapidi pagane romaniche, di cui è
sconosciuta la motivazione e la datazione.
Diversi documenti dimostrano come la chiesa fosse La Pieve di S.
Pietro, e quindi la pieve era un tutt'uno con la città, e con
giurisdizione assai ampia, confinando con le pievi di S.Zaccaria e
Pieve Quinta, cioè con il territorio ravennate, pertanto
Forlimpopoli confinava direttamente con Ravenna. Dopo il 1000 la
chiesa, decaduta perde il titolo di Pieve, e nascono quelle
circoscrizioni periferiche come S. Maria Nuova, S. Leonardo in
Schiova, e S. Andrea in Cadignano.
Tutto il
complesso di edifici adiacenti ha subito complete ricostruzioni dopo
la II Grande Guerra, ed indubbiamente anche pertinenze della stessa
chiesa.
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