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Chiesa Parrocchiale di S. Rufillo.
La Collegiata
di S. Rufillo, a causa di radicali rifacimenti, operati in varie
epoche, ha perduto il suo aspetto originario, ma è la più antica
chiesa della città.
Scavi dell’anno 1961 hanno riportato alla luce
tracce le tracce delle primitive strutture dell’abside
paleocristiana e tronconi di colonne romaniche, visibili attualmente
in un ambiente sotto il presbiterio.
All’esterno, sul lato sud, si
erge il campanile in stile lombardo, alla cui base è incastrato un
leone marmoreo di età romana.
Nel pronao, vicino all’ingresso
principale sono posti due ricchi monumenti sepolcrali del 500 (
opere degli scultori G. Bianchi e A. Formaino) eretti a Brunoro I e
Brunoro II Zampeschi.
Nell’interno a tre navate sono due dipinti di L. Longhi, firmati negli anni 1528 e 1530, ed una deposizione di F.
Menzocchi (1504-1574). Nella zona dell’abside si trova la cattedra
di imponente marmo del Protovescovo S. Rufillo, le cui spoglie,
sigillate in una cassa-reliquario, sono nell’attiguo altare
maggiore.
Narra la
leggenda devozionale che Rufillo assieme a
san Mercuriale,
vescovo di
Forlì,
sconfisse un
drago
che si trovava fra la
città
di Forlimpopoli e Forlì, drago che metaforicamente
rappresentava l'idolatria stessa. Ruffillo infatti predicò
fra i pagani e combatté insieme ad altri vescovi, (san
Mercuriale di
Forlì,
san Leo
di
Montefeltro,
san Gaudenzio
di
Rimini,
san Pietro Crisologo
di Ravenna e
san Geminiano
di
Modena),
l'eresia
ariana, molto diffusa in
Romagna.
Morì a
90 anni nella prima metà del
V secolo.
Una curiosità
lega alcune delle Chiese forlimpopolesi, ovvero le maggiori per
rilievo ed importanza hanno tutte l’ingresso verso occidente, quasi
tutte le altre verso nord.
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