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La terra quale madre sta alla base del mito e più esattamente la
fertilità: fertile è ciò che si porta nel proprio ventre, ciò
che produce. ciò che rende.
Il culto della Terrà-Madre è già presente nella civiltà
neolitica, in quella del Bronzo a Creta, e, con continue variazioni
del tema, fondamentale nella civiltà greca e romana.
Antropologi e ricercatori quali il Granet e il Frazer hanno trovato
manifestazione del rito della fertilità nelle più diverse parti
della terra e presso società che traggono tutte la loro sussistenza
dalla terra, cioè societàagricole.
La ferti1ità viene assunta simbolicamente come donna, valgono a mo'
d'esempio le statuette dai larghi glutei scoperte nei santuari
mesopotamici; ma anche nei miti giapponesi, indonesiani e oceanici
la donna è legata alla fertilità o alla fecondità della terra.
Un mito della fertilità si struttura interamente come ciclo di vita
- morte - vita.
Questo stretto processo del mondo agricolo è stato, in particolar
modo, colto dalle popolazioni del bacino mediterraneo e si
manifesta, all'origine, nel mito di Demetra, regina delle terre
coltivate a grano e di sua figlia Persefone.
Demetra ebbe da Giove una figlia, Persefone, la quale
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conduceva una giovinezza serena fra le ninfe, poco desiderosa di
sposarsi. Lo zio Ade, signore degli Inferi, la vide, se ne innamorò
e la rapì.
La madre Demetra la ricercò inutilmente su tutta la terra, poi il
Sole, il cui occhio vede tutto, le rivelò il ratto e il nome del
rapitore. Demetra allora si astenne da ogni attività fecondatrice e
la terra diventò sterile. Zeus ordinò ad Ade di restituire
Persefone alla madre, ma la ragazza non poteva più sfuggire agli
Inferi perché aveva mangiato un chicco di melograno.
Si venne così ad un compromesso: Persefone avrebbe vissuto con Ade
una metà o parte dell'anno e ad ogni primavera sarebbe tornata
presso la madre Demetra, come dice l'omerico inno a lei dedicato: «
fece subito spuntare il grano dai campi fecondi: la vasta terra
tutta intera si caricò di foglie e di fiori ».
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