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giocando sul filo dell' equivoco e restando quindi impuniti.
Si fa dunque giustizia e la "Vecchia" è squartata dai
boia, che fingono di faticare con una sega da tagliaboschi lunga 4
metri.
La sega è soltanto di legno, dato che il manichino della
"Vecchia", incernierato all'altezza della vita, si apre
tirando semplicemente una corda.
La testa e il busto ricadono così all'indietro, e dal ventre si
rovescia una cascata di regali che sono distribuiti ai bambini
presenti in tutta la piazza.
Dopo questi truci antefatti, si potrebbe pensare che i giorni della
mezza Quaresima a Forlimpopoli inducano all'orrore, più che alla
preghiera e alla penitenza. Al contrario, sono giorni di festa e di
matta allegria, tanto che arriva gente da tutta la Romagna e anche
da fuori.
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I motivi del singolare passaggio dalla memoria di un feroce castigo
alla celebrazione di una spensierata felicità popolare, sono
diversi: l'origine va forse ricercata nel fatto che la cupa leggenda
medievale si è sovrapposta ai miti e ai riti solari della Terra
Madre (tramandati nelle società contadine fin dai primi giorni
della storia) e dunque è un festoso ritorno alle origini, più che
un'incomprensibile degenerazione.
Il tempo comunque confonde in un disinvolto mixage le due
tradizioni e le relative varianti rituali.
Quindi
una festa bellissima, più bella e più gaia che se contasse sui miliardi
dello sponsor o sulle moine del personaggio famoso:questo perché è
autentica, come questa città e i suoi abitanti.
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